A febbraio 2026 Inail pubblica un documento ufficiale per parlare ed illustrare il fenomeno del workaholism, dinamica psicologica che porta i lavoratori a sviluppare una dipendenza dal proprio lavoro creando problematiche non indifferenti allo stato psicofisico e alla vita dello stesso.

Il termine stesso, derivante dall’inglese workaholic (letteralmente “stakanovista”) è figlio delle trasformazioni e dei cambiamenti del mondo del lavoro portate avanti dal capitalismo neoliberale e da quei sindacati, Cgil, Cisl e Uil, che hanno firmato e firmano ancora contratti e rinnovi che stracciano salari e diritti dei lavoratori e legano i salari stessi a performatività, competitività forzata e precarietà lavorativa.

Questa condizione patologica è frutto delle loro riforme del lavoro, nelle privatizzazioni, nell’aumento dei ritmi di produzione ed orari di lavoro, che aumenta ansia, depressione, frustrazione e competizione sui luoghi di lavoro, specie nelle generazioni più giovani, mettendo gli uni contro gli altri i lavoratori e le lavoratrici, atomizzandoli nelle loro condizioni tanto nel mondo del lavoro che in quello dell’istruzione e nella socialità.

Come Rete Iside ci occupiamo tutti i giorni di salute e sicurezza sul lavoro, e sappiamo quali siano le reali condizioni dei lavoratori e delle lavoratricidi questo Paese. Ai lavoratori non servono semplici palliativi a questi disagi nati dal libero mercato, ma formazione ed informazione, lotta sindacale per i propri diritti dentro e fuori il luogo di lavoro, istruzione e sanità pubblica e regole e normative che tutelino realmente le persone e la solo salute psicofisica.