Con il nuovo decreto scuola il Governo interviene sulle risorse destinate all’educazione al rispetto, alle relazioni e al contrasto della violenza di genere nelle scuole, destinando 4 milioni di euro all’anno, per il 2026 e il 2027, al Fondo permanente per il contrasto del cyberbullismo. Dei 7 milioni di euro che erano stati stanziati per i percorsi educativi contro la violenza di genere, ne restano così 3 milioni per ciascun anno.
Il Governo, e in particolare il ministro Valditara, sostiene che non si tratti di un taglio, ma di una rimodulazione necessaria a rendere effettivamente utilizzabili le risorse, che secondo il Ministero rischiavano di non poter essere impiegate dalle scuole nei tempi previsti.
Ma il risultato concreto è che 4 milioni di euro destinati alla prevenzione della violenza di genere attraverso l’educazione vengono spostati verso un’altra finalità. E per Rete Iside questa scelta pone una questione politica precisa: perché rafforzare un intervento necessario, come il contrasto al cyberbullismo, sottraendo risorse a un altro strumento altrettanto necessario, quello della prevenzione della violenza di genere attraverso l’educazione?
Il contrasto alla violenza contro le donne non può essere affrontato soltanto quando la violenza si è già manifestata. La prevenzione comincia nelle scuole, attraverso l’educazione al rispetto, alle relazioni, al consenso, alla consapevolezza affettiva e alla parità. Significa fornire alle ragazze e ai ragazzi strumenti per riconoscere stereotipi, discriminazioni e comportamenti violenti, costruendo relazioni fondate sul rispetto della dignità e dell’autodeterminazione di ogni persona.
L’educazione sessuo-affettiva non è un optional, né un’attività accessoria. È uno degli strumenti fondamentali di prevenzione della violenza e della discriminazione. la violenza di genere oggi in Italia è una emergenza.
Come Rete Iside conosciamo direttamente l’importanza di questi strumenti. Attraverso le nostre attività di formazione e gli sportelli di ascolto e di supporto contro le molestie, la violenza, nei territori e nei luoghi di lavoro, incontriamo quotidianamente la necessità di creare spazi di ascolto, prevenzione e consapevolezza. Sono strumenti che devono essere rafforzati, non ridimensionati.
Non mettiamo in contrapposizione il contrasto al cyberbullismo con la prevenzione della violenza di genere: entrambe sono emergenze che richiedono risorse adeguate. Quello che contestiamo è la scelta di finanziare una misura utilizzando risorse che erano state destinate a un’altra fondamentale forma di prevenzione.
Se davvero l’obiettivo è rendere disponibili le risorse per le scuole, la risposta non può essere spostarle da un capitolo all’altro. La risposta deve essere finanziare adeguatamente tutti gli strumenti di prevenzione di cui la scuola ha bisogno.
Perché educare al rispetto, alle relazioni e alla consapevolezza non significa fare propaganda né aggiungere un’attività marginale alla didattica: significa costruire, a partire dalle nuove generazioni, una cultura capace di contrastare alla radice violenza, discriminazioni e disuguaglianze.
La prevenzione della violenza di genere si fa anche a scuola. E per farla servono risorse, continuità e strumenti.
Rete Iside



