Rete Iside aps e USB esprimono profonda indignazione ed amarezza dopo la sentenza con cui il tribunale di Prato ha assolto il tecnico manutentore imputato nel procedimento relativo la morte di Luana D’Orazio, operaia ventiduenne rimasta uccisa il 3 maggio 2021 in un orditoio manomesso e reso letale da modifiche finalizzate alla produttività. L’assoluzione del manutentore “per non aver commesso il fatto” non rappresenta soltanto l’esito giudiziario di un processo singolo, ma si inserisce in un quadro nazionale in cui la responsabilità dei morti sul lavoro si disperde sistematicamente, lasciando impunite condotte gravissime e producendo un messaggio devastante. in Italia si può morire lavorando e nessuno ne risponde davvero. La vicenda di Luana rappresenta il simbolo di un sistema produttivo che sacrifica la sicurezza in nome della velocità e del profitto. Non è accettabile che in Italia si muoia di lavoro ancora oggi. Nessuna modernizzazione, nessun progresso è possibile se la sicurezza continua ad essere sacrificata. Rete Iside ed USB chiedono al Governo, al Parlamento e alle forze politiche di assumersi la responsabilità di intervenire subito. 

Chiediamo:

1- l’adozione immediata della proposta di legge per l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro;

2- un piano straordinario di ispettori e controlli, soprattutto nei distretti produttivi ad alto rischio;

3- la revisione delle norme di subappalto e sulla responsabilità di filiera;

4- un impegno concreto affinchè le macchine industriali non possano essere modificate o manomesse senza tracciabilità e responsabilità certe;

5- la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori che denunciano condizioni non sicure;

La vita di una giovane lavoratrice non può valere meno della produttività di un macchinario. Ribadiamo la nostra vicinanza alla famiglia di Luana, la nostra mobilitazione continuerà nelle piazze, nelle scuole, nei luoghi di lavoro e nelle istituzioni, perchè Luana non sia un nome su un elenco, ma una voce che spinge questo paese a cambiare.