L’indagine sulla violenza di genere in Italia prodotta da ISTAT a novembre 2025 è stata pubblicata in maniera parziale escludendo i dati sulle donne migranti: stando a quanto dichiarato, la società in appalto CSA Research incaricata dell’indagine ha fornito questionari falsificati. Inoltre sempre secondo dichiarazioni dell’Istat la società in appalto incaricata dell’indagine CSA Research è stata multata in seguito alle condizioni lavorative e salariali indegne riservate ai propri dipendenti, che a fronte di un questionario esclusivamente cartaceo da somministrare erano: lavoro a cottimo e bassa retribuzione, carburante rimborsato solo sopra i 30km di percorrenza e spese interamente a carico di lavoratrici e lavoratori a fronte di un pagamento di 28€ lorde solo se il questionario è interamente compilato.
Quello che dovrebbe essere un lavoro importante e preso sul serio in grado di dare un quadro reale della situazione sulla violenza di genere si è trasformato in pressappochismo e sfruttamento causato, come sempre, da esternalizzazioni di Stato e appalti al ribasso.
Come Rete Iside denunciamo lo stato dell’arte delle condizioni, tanto nel pubblico che nel privato, lavorative, salariali e di rispetto delle norme di sicurezza dovute alle continue esternalizzazioni dello Stato che non sono più accettabili. E, nello specifico del nostro impegno nei nostri sportelli antiviolenza, non possiamo tollerare che la ricerca e le informazioni sulla violenza di genere siano affrontate e trattate in questa maniera: sfruttando lavoratrici e lavoratori, sottovalutando un dato importantissimo come quello delle donne migranti, e le condizioni di lavoro indegne che le società in appalto danno ai propri dipendenti.
Con i nostri sportelli antiviolenza ci impegniamo ogni giorno nel contrasto delle violenze, anche con lavoratrici migranti, e oggi che sono tantissime le donne non nate in Italia ad essere nel nostro Paese, non possiamo non considerare tutte le problematiche sociali, domestiche e lavorative che esse vivono ogni giorno in ogni aspetto della loro vita. Dati simili non possono mancare per dare un quadro completo della violenza di genere in Italia, e sono figlie delle stesse problematiche che vivono le donne italiane. Cambiare le cose vuol dire in primis prendersi carico delle proprie responsabilità come ente statale quale Istat: questo è un errore figlio di appalti ed esternalizzazioni, da non far ricadere sui dipendenti come capro espiatorio della situazione.



