La cruda realtà smentisce l’ottimismo di Inail e Ministero del Lavoro: anche stanotte un giovane operaio muore cadendo dalle impalcature del Colosseo
Le rassicuranti, se non trionfanti, affermazioni della Ministra Calderone nel commentare i dati Inail sugli incidenti e le morti del lavoro, date in lieve diminuzione ma in realtà in consistente aumento, visto che l’Inail non certifica tutte le categorie ma solo quelle assicurate presso di lei, hanno ricevuto una drammatica smentita dopo poche ore.
Un giovane operaio di 22 anni, Andrea Moretti, che lavorava in acrobazia all’impianto di illuminazione del Colosseo, è precipitato questa notte intorno alla mezzanotte da oltre10 metri morendo sul colpo.
Non abbiamo ancora tutti i particolari sull’accaduto, quel che è certo è che la questione salute e sicurezza sul lavoro è una vera e propria emergenza e che chi si crogiola sventolando numeri improbabili non fa che confermare lo scarso o nullo interesse per queste tragedie umane e sociali.
Ci piacerebbe ci fossero, oltre ai numeri dell’Inail, comunicati dal Ministero di Giustizia quanti provvedimenti di condanna, e a quali pene, sono stati condannati coloro che si sono resi responsabili di negligenza, a voler essere buoni, in episodi che si sono conclusi con morti o gravi conseguenze.
L’impunità pressoché totale dei datori di lavoro è un innegabile “via libera” a comportamenti che poi si trasformano in tragedie.
I tavoli pletorici convocati dalla Ministra Calderone in questi anni sulla materia hanno partorito poco più che qualche aumento delle risorse da elargire a quelle aziende che si mettono in regola con la normativa esistente (avete capito bene, li premiamo per mettersi in regola con la legge!), mentre i dati sul “tesoretto” dell’Inail pubblicati poche ore fa parlano di miliardi accantonati e non utilizzati, e delle future assunzioni di una manciata di Ispettori destinati per lo più a verificare la correttezza degli adempimenti amministrativi.



