Con l’emergenza caldo in corso, c’è poco da scherzare: è per questo che il sindacato Unione Sindacale di Base ha dichiarato lo stato di agitazione nei luoghi di lavoro e messo a disposizione un pacchetto di 16 ore di sciopero ai lavoratori da usare nelle ore più calde per contrastare il caldo e i rischi che comporta. Scelta che non è piaciuta alla Commissione di Garanzia che, ancora una volta, ha contestato le 16 ore di sciopero in quanto non programmate ed estendibili a tutti i settori, anche i servizi essenziali, dichiarando le modalità di sciopero “non chiare”. Non è la prima volta che la Commissione di Garanzia si esprime a sfavore degli scioperi e delle iniziative USB, e non stupisce che lo abbia fatto anche stavolta: questo dimostra quanto gli interessi dei privati e del guadagno siano considerati più importanti del buonsenso e dei diritti delle persone. Il loro no fa finta di non vedere le innumerevoli vittime di lavoro che continuano ad aumentare giorno dopo giorno anche a causa delle elevate temperature: un no che hanno scritto con il sangue delle stesse vittime del caldo e delle logiche del profitto che ignorano le più basilari delle norme su salute e sicurezza: solo nella giornata di mercoledì 22 luglio sono 6 i morti sul lavoro, un vigile del fuoco, quattro operai nei cantieri e un lavoratore dell’industria, di cui 3 morti nelle fasce orarie in cui scatta il divieto di attività all’aperto stabilito dalle ordinanze regionali nelle giornate di massima allerta per le avverse condizioni climatiche.

Rete Iside Aps è solidale con USB e il pacchetto di 16 ore di sciopero lanciati per l’emergenza caldo: come associazione che si occupa si salute e sicurezza, e che si sta mobilitando sulla questione caldo da tempo con formazioni sui luoghi di lavoro e strumentazioni apposite, non possiamo non riconoscere la validità e l’importanza di queste ore di sciopero con queste condizioni climatiche.