Agosto 2026 si conclude con il bilancio provvisorio di 105 vittime del lavoro, +35% rispetto ad agosto 2025 (78 morti). Tre le vittime nella prima giornata di settembre. Il bilancio dell’anno sale a 828 decessi di lavoratori, 74 in più rispetto allo stesso periodo dell’anno passato (+9,8%).
Giovanni Faia, 61enne di Palermo dipendente di Reset, la partecipata comunale che gestisce anche i servizi cimiteriali, è morto nella tarda mattinata di martedì 1° settembre nell’ospedale Villa Sofia, dove era arrivato in condizioni disperate. Faia si è sentito male alle 11 del mattino al cimitero dei Rotoli durante la bonifica di una tomba gentilizia, è stato recuperato con le funi dai colleghi e ha ricevuto le prime manovre di rianimazione da parte del medico legale dell’Asp che seguiva l’intervento di spurgo. Poi la corsa verso l’ospedale, dove il lavoratore è deceduto. Le operazioni all’interno del cimitero erano riprese dopo diversi giorni di sospensione a causa del grande caldo. Palermo Today ha raccolto lo sfogo di un collega di Faia: “Fare gli spurghi comunali alle 11 del mattino è pura follia con questo caldo infernale. Avevamo già sollevato il problema, ma nessuno ci ha ascoltato. Noi lavoriamo dalle 8, facciamo 8 ore al giorno sotto il sole e non ci spettano nemmeno i buoni pasto”. Dopo la morte dell’operaio e le proteste dei sindacati il presidente della Regione Sicilia, Renato Schifani, ha firmato la proroga al 30 settembre dell’ordinanza anticaldo scaduta lunedì 31 agosto. La Procura indaga sulle condizioni di lavoro e ha disposto l’autopsia.
Salvino Pullara, 53enne di Santo Stefano Quisquina (Agrigento), sposato, due figli, imprenditore edile (ditta individuale), è morto martedì 1° settembre a Bivona (Agrigento), durante i lavori all’interno di una casa in contrada Santa Margherita. Pullara è stato travolto dal crollo improvviso di un muro ed è morto sul colpo. Ferito anche il figlio di 24 anni che era al lavoro con lui.
Mariama Barry, ventenne guineana di Santa Maria di Sala (Venezia), dove viveva con i genitori e le quattro sorelle, è morta intorno alle 10 di martedì 1° settembre mentre andava al lavoro per il suo primo giorno al McDonald’s del centro commerciale Porte di Mestre. Fresca di diploma al liceo linguistico Majorana di Mirano, Mariama Barry si era trovata un part time per pagarsi gli studi all’Università di Padova, dipartimento di Scienze politiche, giuridiche e Studi internazionali. La ventenne sarebbe stata colpita dal rimorchio di un autotreno mentre attraversava la strada per andare alla fermata del bus per Mestre e poi investita da un furgone Fiorino. Mariama Berry è morta sul colpo. La Procura di Venezia ha aperto un fascicolo d’indagine e ordinato l’autopsia.
Settembre 2026: 3 morti (sul lavoro 2; in itinere 1; media giorno 3)
Anno 2026: 828 morti (sul lavoro 682; in itinere 146; media giorno 3,4)
Diff. 2025: + 74
115 Lombardia (sul lavoro 95 – in itinere 20)
86 Veneto (70 – 16)
70 Campania (60 – 10); Lazio (48 – 22)
66 Sicilia (56 – 10)
65 Emilia Romagna (52 – 13)
64 Piemonte (53 – 11)
63 Toscana (54 – 9)
43 Puglia (34 – 9)
26 Abruzzo (25 – 1)
24 Calabria (18 – 6)
21 Marche (19 – 2)
22 Sardegna (15 – 5)
19 Liguria (14 – 5)
15 Friuli Venezia Giulia (10 – 5)
14 Estero (14 – 0)
11 Umbria (9 – 2)
10 Alto Adige (10 – 0); Trentino (9 – 1)
7 Basilicata (7 – 0)
5 Molise (5 – 0)
Agosto 2026: 105 morti (sul lavoro 85; in itinere 20; media giorno 3,4)
Luglio 2026: 121 morti (sul lavoro 96; in itinere 25; media giorno 3,9)
Giugno 2026: 128 morti (sul lavoro 114; in itinere 14; media giorno 4,3)
Maggio 2026: 113 morti (sul lavoro 89; in itinere 24; media giorno 3,6)
Aprile 2026: 105 morti (sul lavoro 89; in itinere 16; media giorno 3,5)
Marzo 2026: 101 morti (sul lavoro 86; in itinere 15; media giorno 3,3)
Febbraio 2026: 87 morti (sul lavoro 69; in itinere 18; media giorno 3,1)
Gennaio 2026: 66 morti (sul lavoro 56; in itinere 10; media giorno 2,1)
In collaborazione con Morti di Lavoro: https://www.facebook.com/Mortidilavoro



