Gira sempre più veloce il contatore delle vittime del lavoro, nel disinteresse generale. Martedì 9 giugno l’Italia ha toccato e superato i 500 morti, un numero da brividi, soprattutto considerando che nel 2025 il poco commendevole traguardo era stato raggiungo il 18 giugno. A oggi la statistica nuda e cruda dice che ci sono 49 vittime in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. In percentuale siamo a +10,8%, però tutti continuano a trastullarsi con i dati Inail, puntualmente rielaborati da Vega Engineering, secondo i quali le morti sul lavoro sono in calo. A sguire una radiografia del mese di maggio.

Sono state 112 le vittime del lavoro nel mese di maggio 2026, con una media quotidiana di 3,6 morti, la più alta dell’anno. A maggio 2025 erano state 15 di meno (97), il che equivale a un aumento del 15,4%. Ventisette gli stranieri morti (24,1% del totale). Contrariamente al solito, il numero maggiore di vittime è nella fascia di età fino a 50 anni: 57, il 50,8%. Tuttavia, l’incidenza maggiore è tra i 51 e i 60 anni: 26 morti, il 23,2% del totale.

I morti in itinere sono stati 24, il 21,4% del totale: 15 andando al lavoro (13,3%), 9 sulla strada del ritorno (8%).

Il settore più colpito è quello agricolo e boschivo: 43 morti, il 38,3%, con un +12% rispetto al mese di aprile.

La regione con il maggior numero di vittime è stata la Lombardia con 18 (16% del totale); tra le province primeggia Treviso, con 6 vittime (5,4%). Zero morti in Valle d’Aosta, Liguria e Basilicata.

La data peggiore è stata sabato 9 maggio con 11 vittime (9,8%), mentre c’è stato un solo giorno senza decessi: domenica 24 maggio.

GENERE

– 100 maschi (89,3%)

– 12 femmine (10,7%)

PROVENIENZA

– 85 Italia (75,9%)

– 6 Romania (5,4%)

– 5 Marocco (4,5%)

– 3 India (2,7%)

– 2 Albania, Bangladesh, Bosnia (1,8%)

– 1 Bielorussia, Cina, Ghana, Mali, Pakistan, Senegal, Ucraina (0,9%)

REGIONE

– 18 Lombardia (16%)

– 13 Veneto (11,6%)

– 9 Campania (8%)

– 8 Emilia Romagna, Toscana, Puglia, Sicilia (7,1%)

– 7 Calabria (6,2%)

– 6 Piemonte, Lazio (5,3%)

– 5 Abruzzo (4,5%)

– 4 Alto Adige (3,6%)

– 3 Friuli Venezia Giulia, Marche, Sardegna (2,7%)

– 2 Umbria (1,8%)

– 1 Trentino, Molise (0,9%)

– 0 Valle d’Aosta, Liguria, Basilicata

PROVINCIA

– 6 Treviso (5,4%)

– 4 Brescia; Bolzano; Venezia (3,6%)

– 3 Torino; Bergamo, Mantova, Milano; Lucca; Roma; Chieti; Avellino, Napoli; Taranto; Cosenza (2,7%)

– 2 Lodi, Pavia; Bologna, Forlì Cesena, Reggio Emilia; Pistoia; Ancona; Terni; Latina; Foggia, Lecce; Reggio Calabria, Vibo Valentia; Agrigento, Trapani; Cagliari (1,8%)

– 1 Alessandria, Asti, Vercelli; Varese; Trento; Rovigo, Verona, Vicenza; Gorizia, Pordenone, Udine; Ferrara, Modena; Grosseto, Pisa, Siena; Pesaro Urbino; Frosinone; L’Aquila, Teramo; Campobasso; Brindisi; Catania, Enna, Palermo, Siracusa; Sassari (0,9%).

ETÀ

– 26 da 51 a 60 anni (23,2%)

– 21 da 41 a 50 anni (18,7%)

– 20 da 31 a 40 anni (17,8%)

– 15 da 21 a 30 anni (13,4%)

– 12 da 61 a 70 anni (10,7%)

– 8 da 71 a 80 anni (7,1%)

– 7 da 81 a 90 anni (6,2%)

– 1 fino a 20 anni e da 91 anni in su (0,9%)

nd: 2

SETTORE

– 43 agricoltura (38,4%)

– 11 trasporti e logistica (9,8%)

– 9 industria (8%)

– 7 ristorazione (6,2%)

– 5 edilizia, sanità (4,5%)

Rete Iside in collaborazione con la pagina Facebook e Instagram Morti di lavoro.