Rete Iside dice no alle pericolose proposte del viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, che con l’introduzione nel Codice Penale dell’articolo 590 septies offre uno “scudo” a tutela delle imprese modificando il Testo Unico sulla Salute e Sicurezza del Lavoro e il Codice Penale stesso. Sono proposte inaccettabili che introducono da un lato attenuanti per le imprese e i datori di lavoro che siano formalmente in regola e dall’altro la possibilità di scaricare all’RSPP alcune responsabilità in caso di incidenti sul lavoro. Nello specifico l’articolo 590 septies limita la responsabilità del datore di lavoro ai soli casi di colpa grave, qualora sia stato adottato un modello di organizzazione e gestione della sicurezza come previsto dall’art.30 del Testo Unico sulla Salute e Sicurezza del Lavoro, a fronte di un lieve aumento delle pene e della velocizzazione della procedura penale. Tra le proposte figura anche l’introduzione di sanzioni e maggiori responsabilità per gli RSPP.

Anni fa come Rete Iside abbiamo elaborato, insieme all’Unione Sindacale di Base, una proposta di legge sull’introduzione di reato di omicidio sul lavoro e lesioni gravi e gravissime sul lavoro. Una proposta concreta, che giace in Senato da anni e di cui chiediamo la calendarizzazione nell’agenda di Palazzo Madama. L’introduzione di questo reato porterebbe non solo giustizia ai lavoratori e le loro famiglie, ma anche un reale deterrente per datori ed imprese a infrangere la legge per risparmiare sulla sicurezza dei lavoratori. Il Ministero della Giustizia e Sisto in particolare respingono in toto proposte come queste, preferendo approcci premiali per stimolare le imprese ad aumentare il livello della salute e sicurezza in ottica di risparmio (la stessa applicata sui costi del lavoro) pur di evitare fughe dal nostro Paese. Approcci che non risolvono nulla ma che grazie a un approccio esclusivamente burocratico offrono alle aziende legittimazione puramente formale e favoriscono queii tagli su sicurezza e costo del lavoro che Rete Iside combatte.

È gravissimo che la proposta preveda la condanna del datore di lavoro solo in caso di colpa grave, escludendo così gran parte dei casi di incidenti mortali sul lavoro. È la tutela dei lavoratori che va messa al primo posto, non quella degli imprenditori. Vanno dati più poteri ed efficacia agli RLS e al DVR (Documento di Valutazione Rischi), va introdotto il reato di omicidio sul lavoro in modo da creare un vero strumento che punisca ed argini i tagli ai costi della sicurezza sul lavoro, e va rimesso in piedi l’Ispettorato Nazionale del Lavoro con nuove assunzioni che lo renda realmente operativo sui territori.

Rete Iside continuerà a battersi per i lavoratori, per l’introduzione di tutele reali e per il loro ritorno come protagonisti nel dibattito economico e politico di questo Paese.