La carovana europea

La carovana europea

Rete ISIDE persegue il proprio scopo agevolando chi arriva nel nostro Paese, sfuggendo a carestie, guerre e miserie nel riconoscimento dei diritti essenziali.

Rete ISIDE, associazione di volontariato e di assistenza sociale, in quanto tale, persegue il proprio scopo attraverso la promozione di seminari, dibattiti, indagini, progetti tesi ad agevolare chi arriva nel nostro Paese, sfuggendo a carestie, guerre e miserie nel riconoscimento dei diritti essenziali (tramite servizi di interpretariato, orientamento legale, assistenza ecc) anche in collaborazione con altre associazioni, organizzazioni di base, enti pubblici e privati, che parimenti mirano ad affrontare tale situazione di disagio.

Le politiche nazionali ed internazionali, inevitabilmente, si ripercuotono sullโ€™attivitร  delle associazioni del settore che sovente restano prive degli strumenti idonei a garantire la piรน adeguata e doverosa assistenza.

Rete Iside, dal suo canto, persevera nella promozione di iniziative ed azioni al fine di alleviare il disagio di chi giunge qui privo del minimo punto di riferimento.

Spesso chi cerca di raggiungere lโ€™Italia e gli altri paesi europei viene respinto per via degli accordi riammissione, ovvero gli si aprono le porte dei CIE (Centri di identificazione ed espulsione) prima denominati centri di permanenza temporanea (CPT), sono strutture previste dalla legge italiana istituite per trattenere gli stranieri “sottoposti a provvedimenti di espulsione e o di respingimento con accompagnamento coattivo alla frontiera”. Poichรฉ essi hanno la funzione di consentire accertamenti sull’identitร  di persone trattenute in vista di una possibile espulsione, ovvero di trattenere persone in attesa di un’espulsione certa, il loro senso politico si traccia in relazione all’apparato legislativo sull’immigrazione nella sua interezza. Nell’ordinamento italiano i CIE costituiscono una grande novitร : prima non era mai stata prevista la detenzione di individui se non a seguito della violazione di norme penali. A tutt’oggi i soggetti prigionieri nei CIE non sono considerati detenuti, e di norma vengono definiti ospiti della struttura.

Aiutare, pertanto, la persona in situazione di disagio, nel caso de quo, l’immigrato a inserirsi nel contesto sociale, guidandolo nel caos burocratico e coadiuvando il proprio progetto di integrazione e realizzazione personale rappresenta per la Rete Iside ONLUS uno scopo prioritario.

Il progetto di vita di ognuno di noi comporta difficoltร  e lotte continue quotidiane, possiamo solo immaginare quali siano le difficoltร  e le lotte per una persona del tutto estranea al territorio ed estraniata/emarginata dal contesto economico sociale ma che spera e cerca di costruire la propria vita con la stessa dignitร  di chiunque altro.

Rete Iside si รจ resa giร  parte attiva nella iniziativa della Marcia dei Sans Papier (2012) partendo dallโ€™idea fondamentale che Le politiche di controllo e repressione dei fenomeni migratori fomentano la disuguaglianza e lo sfruttamento.

Non puรฒ condividersi l’idea che siano il luogo di nascita e/o la cittadinanza, la condizione economica, giuridica e sociale a determinare il confinamento della propria libertร  personale, la discriminazione di un soggetto piuttosto che di un altro.

La medesime politiche di governo si esplicano anche attraverso l’indirizzamento del percorso migratorio, bloccando le persone in un paese e spingendole in un altro, condizionando in tal modo la loro libertร  di autodeterminazione.

I dispositivi di respingimento, le pratiche di identificazione e confinamento, l’attribuzione di determinati status non solo limitano la libertร  di scelta del migrante sul luogo in cui costruire il proprio progetto di vita, ma alimentano, al contrario, lโ€™immigrazione irregolare e conseguentemente lโ€™economia irregolare.

Si deve riconoscere la libertร  di restare nel paese che si รจ scelto una volta che si รจ lasciato il proprio e tale libertร  non puรฒ essere subordinata allo svolgimento di un’attivitร  lavorativa riconosciuta ed autorizzata. Sarebbe come sottoporle ad un ricatto: “pur di lavorare… accetto tutte le sfaccettature dello sfruttamento, anche la minima retribuzione, anche le condizioni di lavoro peggiori…”

Ogni essere umano che si trovi nella necessitร  di spostarsi dal paese in cui vive, di nascita e/o cittadinanza per ragioni di persecuzioni individuale / collettive, avvenute o potenziali ha l’assoluta libertร  di scegliere il luogo in cui stabilirsi e/o in cui ricongiungersi con il proprio nucleo affettivo.

Vien da sรฉ che l’insieme delle misure che si pongono chiaramente come ostacoli alla libertร  delle persone producono maggiore irregolaritร  con forte compressione dei diritti dei migranti che sono costretti a vivere nella clandestinitร  e nellโ€™invisibilitร  finendo nel mercato dellโ€™economia irregolare o, peggio, criminale.

Negli ultimi anni abbiamo assistito all’incremento di accordi internazionali e politiche governative che di fatto hanno prodotto una criminalizzazione della figura del migrate favorendo i processi di marginalizzazione sociale e economica:

– la militarizzazione dei confini;

– il regolamento Dublino III (un regolamento europeo che determina lo Stato membro dell’Unione europea competente ad esaminare una domanda di asilo o riconoscimento dello status di rifugiato in base alla Convenzione di Ginevra (art.51). E ‘la pietra angolare del sistema di Dublino, costituito dal regolamento Dublino II e dal regolamento EURODAC, che istituisce una banca dati a livello europeo delle impronte digitali per gli immigrati clandestini nell’Unione Europea. Il regolamento di Dublino mira a “determinare con rapiditร  lo Stato membro competente per una domanda di asilo e prevede il trasferimento di un richiedente asilo in tale Stato membro. Di solito, lo Stato membro competente all’esame della domanda d’asilo sarร  lo Stato in cui il richiedente asilo ha messo piede per la prima volta nell’Unione Europea.);

– tutte le operazioni dell’UE [es. Mare Nostrum – 2013 – operazione a tre livelli : 1) potenziamento della cooperazione internazionale per il blocco delle partenze; 2) potenziamento del controllo delle frontiere europee; 3) potenziamento del pattugliamento aereo (vedi radar, droni ecc.), marittimo en terrestre.];

– le operazioni fuori dall’UE [es. Eubam in Libia – 2013];

– i sistemi di controllo militare;

– l’attivitร  dell’Agenzia FRONTEX [Ag. Europea per la gestione della cooperazione internazionale alle frontiere esterne degli stati membri dell’UE – ottobre 2005 – Varsavia – a) coordina il pattugliamento delle frontiere esterne e gli accordi con i Paesi confinanti per la riammissione dei migranti extraUE respinti; b) definisce il modello di valutazione comune e integrato dei rischi; c) assiste i membri per la formazione delle guardie alla frontiera esterna; d) appoggia le operazioni di rimpatrio; e) crea gruppi di intervento rapido; es MISSIONE NAUTILUS sul Canale di Sicilia I 2006, II 2007, III 2008];

– il Sistema Eurosur [Sistema europeo di sorveglianza delle frontiere terrestri e marittime – Dicembre 2013 – strumento per il rafforzamento di Frontex: agevola lo scambio di informazioni tra stati, raccoglie dati ed analisi rischi, identifica i gruppi migranti];

Rappresentano l’insieme delle azioni e misure che hanno prodotto il fenomeno della criminalizzazione del migrante.

Rete Iside, pertanto, procede nellโ€™organizzazione di iniziative volte a eliminare e decostruire la โ€œcriminalizzazioneโ€ del migrante senza documenti.

Organizza corsi di formazione per gli operatori sociali, attivisti, volontari ecc per decostruire i luoghi comuni e aumentare le conoscenze e le โ€œcoscienzeโ€ sulle migrazioni. Offre sportelli di informazione per i migranti in cerca di direttive e suggerimenti o anche solo di comprensione.

Sempre in tal senso, nella piรน ampia condivisione dellโ€™iniziativa della Carovana Europea, ha offerto ed offre il proprio sostegno, adoperandosi con le proprie strutture e con tutti gli strumenti a disporre un concreto contributo.