Federmanager è l’associazione di categoria di dirigenti e quadri del settore privato che dichiara 180.000 aderenti. Sul proprio sito, che tra i valori fondanti inserisce “responsabilità” ed “etica”, pubblicizza le iniziative in tema di sicurezza del lavoro e prevenzione. Solo nell’ultimo mese l’associazione ha siglato un accordo quadro con Inail per promuovere la cultura della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro e varato un progetto nazionale con 4.Manager – società paritetica tra Confindustria e Federmanager – per rafforzare la prevenzione nelle aziende definendo “linee guida operative e modelli replicabili nelle diverse realtà produttive”. Il presidente Valter Quercioli commenta soddisfatto in un comunicato che “il tema della sicurezza richiede oggi un salto di qualità”.
Chi si fosse trovato a passare giovedì 4 giugno davanti alla sede nazionale dell’associazione di via Ravenna 14, in pieno centro a Roma, si sarebbe trovato davanti a una situazione che faceva a pugni con la sicurezza e la prevenzione. In una foto pubblicata sulle pagine facebook e instagram “Morti di lavoro”, si vede un operaio arrampicato in precario equilibrio su una scaletta al primo piano, proprio sopra l’ingresso principale e il vessillo Federmanager. Nessun dispositivo di protezione né la linea vita prescritti dalla normativa sui lavori in quota (altezze superiori ai due metri). Ammesso e non concesso che si trattasse di una scriteriata condotta individuale, dove erano i controlli del committente e dell’eventuale ditta incaricata? Sono queste le best practices e la promozione della sicurezza sui luoghi di lavoro?



