In queste ore il caldo sta raggiungendo in molte aree del Paese livelli estremi. Dentro fabbriche, magazzini, officine e luoghi di lavoro industriali, temperature elevate, umidità e carichi di lavoro possono determinare una condizione di pericolo grave e immediato per la salute delle lavoratrici e dei lavoratori.

Rete Iside aps, insieme ad USB, è già intervenuta predisponendo strumenti di valutazione e formazione: un vademecum operativo e indicazioni tecniche per agire dentro le aziende che abbiamo curato precedentemente e di cui rimandiamo al link esatto: https://www.reteiside.it/caldo-estremo-e-stress-termico-come-calcolare-il-valore-della-temperatura-percepita/, richiedere valutazioni puntuali del rischio microclimatico, pretendere misure organizzative, pause aggiuntive, acqua fresca, aree di ristoro idonee, rimodulazione degli orari, rotazione delle mansioni, riduzione dei carichi e, dove necessario, sospensione delle attività più esposte.

Questi strumenti devono ora tradursi in iniziativa concreta nei posti di lavoro.

La gestione dell’emergenza caldo richiede interventi immediati, verificabili e adeguati alla situazione reale dei reparti. Le aziende devono assumersi fino in fondo la responsabilità della tutela della salute e della sicurezza, senza scaricare il rischio sui lavoratori e senza ridurre la prevenzione a comunicazioni generiche o misure di facciata.

Il caldo estremo è un rischio specifico per la salute e per la sicurezza. La prestazione lavorativa deve svolgersi in condizioni compatibili con il benessere psicofisico delle persone. Il salario, la produzione e il rispetto delle consegne non possono prevalere sulla tutela della salute.

Per questo Rete Iside ed USB danno un’indicazione chiara a tutte le proprie strutture territoriali, ai delegati, alle RSU, agli RLS e a tutti i lavoratori. Servono misure immediate: pause aggiuntive e retribuite, accesso costante ad acqua e sali minerali, locali freschi per il recupero, riduzione dei ritmi, fermata delle lavorazioni più pesanti, riorganizzazione dei turni, utilizzo degli ammortizzatori sociali ove previsto, tutela specifica dei lavoratori fragili e di chi opera in ambienti chiusi, scarsamente ventilati o esposti a fonti di calore.

Ogni lavoratore deve sapere che può rivolgersi a Rete Iside aps per segnalare condizioni insostenibili e costruire una risposta collettiva. Dove l’azienda non risponde, dove minimizza, dove pretende che si continui a lavorare come se nulla fosse, la risposta deve essere netta: assemblee, stato di agitazione, blocco delle prestazioni non sicure e sciopero.

La salute viene prima della produzione. La sicurezza deve essere garantita prima che si verifichi l’infortunio, il malore o l’emergenza sanitaria.

Con il caldo estremo si interviene subito. Nei luoghi di lavoro la salute viene prima di tutto.