E’ di qualche giorno fa la notizia della designazione di Alessandro Banzato, condannato a due anni e sei mesi di reclusione per la tragedia del 13 maggio 2018 negli stabilimenti delle Acciaierie Venete a Padova, a Presidente di Federacciai per il biennio 2026-2028.


Un vero e proprio incubo fu quella mattina del 13 maggio 2018, quando una siviera contenente metallo fuso a 1600 gradi sospesa si è staccata riversando il metallo liquido su 4 lavoratori sottostanti, due dei quali moriranno tra atroci sofferenze nelle settimane successive, e lasciando con gravi ustioni e danni altri due lavoratori che erano nei loro pressi. Un incidente che sa di film dell’orrore, dove a rimetterci sono state le vite di due lavoratori sciolti vivi dal metallo fuso incandescente: Marian Bratu con il 90% del corpo ustionato, Sergiu Todita con il 60% del corpo carbonizzato. Una strage che poteva essere evitata se si fosse rispettata la sicurezza sul lavoro, cosa che i vertici di allora, capitanati da Banzato stesso, non hanno fatto secondo il Tribunale di Padova: infatti nel 2024 lo stesso tribunale emetterà una sentenza di primo grado per omicidio colposo per Banzato, affermando che nell’azienda si è scelto di risparmiare sulla sicurezza per non rallentare la produzione e aumentare i guadagni.


Banzato, che nel 2018 era presidente della società, secondo le indagini e il giudice avrebbe dovuto prendere le misure di sicurezza necessarie, cosa che non è stata fatta per non abbassare i guadagni, risparmiando sulla messa in sicurezza dell’azienda. Il guadagno e il risparmio, per i padroni e chi ne fa le veci, valgono più di qualsiasi vita o valore etico-morale: anche stavolta il dio denaro è stato più importante della vita di due persone e la salute delle altre che gli erano intorno.


La nomina a Presidente di Federacciai di questo soggetto per noi sembra assurda: la stessa persona condannata di omicidio colposo di due lavoratori, la stessa persona che ha già dimostrato di essere schiavo del guadagno senza scrupoli, oggi presiede la federazione che rappresenta le imprese italiane del settore della siderurgia.
I nemici di classe non si fanno problemi a mostrare la loro faccia e tessersi lodi tra loro mentre noi paghiamo i loro guadagni con la nostra forza lavoro e troppo spesso con la nostra vita.


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