In un giorno come un altro un’ennesima strage di lavoratori ha insanguinato un belpaese distratto o, meglio, disinteressato. Sei morti in 24 ore, più uno a seguito di gravi ferite in un avvenimento di qualche giorno fa.

Tutti omicidi sul lavoro che però non sono riusciti a bucare le impenetrabili pagine dei quotidiani, troppo pieni di ogni notizia, anche la più banale, sul tracollo Trumpiano. Solo quando le stragi avvengono in un colpo solo, come a Firenze o a Brandizzo, allora si muove la stampa mainstream e di conserva arrivano macchine blu e facce contrite di ministri e sottosegretari mandati là ad adempiere ad un triste compito istituzionale a cui si piegano solo per disciplina e obbligo di governo. Quando gli omicidi avvengono su e giù per la penisola non si muove nessuno, qualcuno prova a dire che bisogna fare più prevenzione e più attenzione ché spesso sono proprio i lavoratori la causa principale di quanto gli accade, manca poco che dicano anche…ben gli sta!

Stiamo per superare tutti i precedenti record in tema di morti e feriti di lavoro e non si vede all’orizzonte alcun provvedimento inteso a fermare, o almeno a cercare di farlo, la strage di uomini e donne che è divenuta talmente consueta da non fare neanche più notizia. Intanto la proposta di legge per l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro e lesioni gravi e gravissime su cui USB e Rete I.S.I.DE hanno raccolto decine di migliaia di firme giace in Senato dall’aprile del 2024 senza che né il Presidente del Senato La Russa né la Commissione Giustizia del Senato si siano degnati anche solo di metterla in calendario per la discussione.

Evidentemente l’ostracismo dei padroni e della borghesia italiana ad una legge che mandi in galera i responsabili, e soprattutto ce li lasci per un bel po’di tempo, sono molto più forti delle lacrime dei parenti dei morti.